Quali sono i 5 sogni ricorrenti delle persone che hanno vissuto traumi nell’infanzia, secondo la psicologia?

Alzi la mano chi non si è mai svegliato di soprassalto alle tre del mattino, con il cuore che pompava come se avesse appena corso una maratona, dopo l’ennesimo sogno in cui qualcosa di terribile stava per succedere. Magari stavi cadendo nel vuoto. O forse qualcuno ti inseguiva e le tue gambe sembravano muoversi al rallentatore, come in un film horror di serie B. E la cosa più frustrante? Questi sogni continuano a tornare, ancora e ancora, come quella canzone fastidiosa che non riesci a toglierti dalla testa.

Bene, ho una notizia per te che potrebbe cambiarti la prospettiva: questi sogni ricorrenti potrebbero non essere solo il risultato di una cena pesante o di troppi episodi di una serie thriller prima di dormire. Gli psicologi che studiano il sonno hanno scoperto qualcosa di piuttosto inquietante e, allo stesso tempo, illuminante: chi ha vissuto esperienze difficili durante l’infanzia tende a sviluppare schemi onirici specifici che si ripetono nel tempo, portando con sé sempre le stesse emozioni intense.

E no, non stiamo parlando di roba da veggenti o interpretazione mistica dei sogni. Stiamo parlando di scienza vera, con tanto di studi pubblicati e ricercatori che hanno dedicato la loro carriera a capire cosa diavolo succede nel nostro cervello quando dormiamo.

Quando il tuo cervello decide di fare replay tutta la notte

Facciamo un passo indietro. Il cervello umano è un po’ come quel tuo amico che non riesce mai a lasciar perdere un argomento: continua a rimuginare, a processare, a cercare di dare un senso alle cose. Soprattutto quando si tratta di esperienze che ci hanno segnato emotivamente. E quando parliamo di traumi infantili, parliamo di eventi che hanno lasciato un’impronta così profonda nel nostro sistema nervoso che il cervello non ha ancora finito di cercare di capirci qualcosa.

Il ricercatore G. William Domhoff, che è praticamente il rockstar degli studi sui sogni, ha sviluppato quella che viene chiamata teoria della continuità onirica. In parole povere? I nostri sogni non sono un casino casuale di immagini sconnesse. Sono invece una specie di specchio di quello che ci preoccupa, ci spaventa o ci ossessiona nella vita reale. Durante il sonno, il cervello attiva strutture simili alla Default Mode Network, quella rete neurale che si accende quando la nostra mente vaga liberamente da sveglia.

È tipo come se il cervello avesse una to-do list di “roba da elaborare” e, quando dormi, si mette lì a lavorarci su. Il problema? Quando hai vissuto traumi da bambino che non hai mai davvero elaborato, quella to-do list diventa infinita. E il cervello continua a ripresentarti gli stessi temi, notte dopo notte, anno dopo anno, cercando disperatamente di trovare una risoluzione che non è mai arrivata.

I cinque sogni ricorrenti che gridano “ho vissuto qualcosa di pesante”

Allora, la ricercatrice Serena Scarpelli e il suo team hanno condotto uno studio nel 2021 che ha analizzato i pattern dei sogni in persone con storie di trauma infantile. I risultati sono stati così specifici da far venire i brividi. Ecco i cinque temi che emergono più spesso.

La corsa infinita con qualcuno alle calcagna

Questo è il classico dei classici. Ti ritrovi a correre disperatamente mentre qualcosa o qualcuno ti insegue. Non vedi mai chiaramente chi o cosa sia, ma la sensazione di terrore è reale quanto quella che proveresti da sveglio. Le gambe non rispondono come dovrebbero, sei lento, pesante, e la salvezza sembra sempre a un millimetro di distanza ma irraggiungibile.

Secondo gli esperti di psicologia del trauma, questo sogno rappresenta quello che tecnicamente si chiama stato di ipervigilanza. Tradotto: quando sei cresciuto in un ambiente dove non potevi mai abbassare la guardia, dove il pericolo poteva arrivare in qualsiasi momento, il tuo cervello ha imparato a stare sempre all’erta. E anche adesso che magari vivi in un contesto sicuro, quella parte di te continua a correre, notte dopo notte, perché non ha mai ricevuto il messaggio che può finalmente fermarsi.

La casa strana dove non dovrebbe essere così

Molte persone che hanno vissuto traumi infantili raccontano di sognare ripetutamente la casa della loro infanzia, ma completamente distorta. Ci sono stanze che nella realtà non esistono, corridoi che si allungano all’infinito, porte che dovrebbero aprirsi ma restano chiuse quando devi scappare. A volte la casa stessa sembra minacciosa, come se le mura respirassero o gli spazi si restringessero.

Lo studio di Scarpelli ha evidenziato come le case familiari distorte siano un tema particolarmente significativo nei sogni di chi ha subito traumi. Ha senso, se ci pensi: la casa dovrebbe essere il luogo più sicuro del mondo per un bambino. Ma se quello spazio è stato teatro di situazioni spaventose, imprevedibili o dolorose, il cervello la registra come un luogo di minaccia. I terapeuti la chiamano trauma dell’attaccamento: quando il porto sicuro non era affatto sicuro.

Il vuoto sotto i piedi

Precipitare, cadere, perdere l’equilibrio. Quel momento terrificante in cui senti il terreno che manca sotto di te e non c’è niente che tu possa fare per fermarti. Questo sogno parla di perdita di controllo totale. Se sei cresciuto in un ambiente caotico, con adulti imprevedibili o situazioni che cambiavano da un momento all’altro senza che tu potessi farci niente, hai interiorizzato l’idea che tutto può crollare in qualsiasi istante.

Il tuo cervello ha registrato quella sensazione di impotenza, e continua a rivivere quella sensazione di terrore quando dormi. È il suo modo di dire: “Ricordati che non puoi mai stare davvero tranquillo, perché tutto può cambiare in un secondo.”

Quando perdi qualcuno e non lo ritrovi mai

Sogni in cui perdi persone care, ti ritrovi solo in luoghi che non conosci, o cerchi disperatamente qualcuno che sembra essere svanito nel nulla. Lo studio di Scarpelli ha mostrato che i sogni di perdita di persone significative sono super comuni in chi ha vissuto traumi relazionali nell’infanzia: abbandoni veri e propri, trascuratezza emotiva, o la morte prematura di figure importanti.

Il cervello sta essenzialmente elaborando quella ferita primaria: la paura di essere lasciati soli, l’angoscia di non trovare chi dovrebbe esserci per te, il terrore che le persone che ami possano sparire in qualsiasi momento.

I mostri sotto il letto che non vanno mai via

Nei bambini che hanno subito traumi, gli incubi ricorrenti con PTSD nei bambini spesso presentano creature spaventose, animali minacciosi o figure vaghe ma terrificanti. E qui arriviamo a una cosa seria: il DSM, il manuale che gli psichiatri usano per diagnosticare i disturbi mentali, riconosce questi incubi ricorrenti come uno dei sintomi del Disturbo Post-Traumatico da Stress nei bambini.

Qual è il tuo sogno ricorrente inquietante?
Caduta nel vuoto
Inseguimento infinito
Casa distorta
Perdita di persone
Mostri sotto il letto

La parte davvero interessante? Se il trauma non viene mai elaborato, questi sogni possono continuare anche quando diventi adulto. Magari i mostri si trasformano in qualcos’altro, diventano più astratti, ma mantengono la stessa carica emotiva di terrore puro.

Ma perché il cervello continua a torturarci così?

A questo punto ti starai chiedendo: ma che senso ha? Perché il mio cervello dovrebbe farmi rivivere queste cose orribili ogni notte? Sembra masochismo puro.

Ecco il punto: non è masochismo. È un tentativo di elaborazione. Il cervello sta cercando di processare e integrare esperienze che erano troppo intense o traumatiche per essere digerite quando sono avvenute. È come se continuasse a mandare in loop la stessa scena, sperando che prima o poi arrivi una conclusione diversa, una risoluzione che nella realtà non c’è mai stata.

Nel caso del Disturbo Post-Traumatico da Stress, questo meccanismo va in overdrive. Il sistema nervoso rimane bloccato in modalità allarme rosso, continuando a percepire minacce ovunque, anche quando l’ambiente attuale è oggettivamente sicuro. I sogni ricorrenti sono la versione notturna di questo stato di iperattivazione costante.

Non tutti i sogni strani significano che sei traumatizzato

Prima che tu corra a prenotare una seduta dallo psicoterapeuta solo perché l’altra notte hai sognato di cadere dalle scale, facciamo una precisazione importante. Molti sogni comuni come volare, perdere i denti, arrivare in ritardo a un esame, o sì, anche cadere occasionalmente, sono esperienze oniriche diffusissime nella popolazione generale. Non significano automaticamente che hai un trauma irrisolto.

La differenza cruciale sta in due elementi: la ricorrenza intensa e la carica emotiva persistente. Se sogni di essere inseguito una volta ogni tanto, probabilmente stai solo elaborando lo stress normale della vita. Ma se questo sogno si ripete settimanalmente da anni, se ti svegli sempre con un’angoscia che ti accompagna per ore, se le emozioni del sogno continuano a influenzarti anche da sveglio, allora potrebbe valere la pena esplorare più a fondo cosa sta succedendo.

Gli esperti sono molto chiari su questo: non esistono formule magiche o regole ferree nell’interpretazione dei sogni. Ogni persona è diversa, e quello che per qualcuno rappresenta un simbolo traumatico, per un altro potrebbe essere solo l’elaborazione di una giornata stressante.

Come questi sogni influenzano la tua vita da adulto

E qui arriviamo al punto davvero interessante. Questi sogni ricorrenti non sono solo “vecchi ricordi” che ti disturbano la notte. Sono indicatori di come quei traumi infantili continuano a influenzare il modo in cui vivi il tuo presente.

La persona che sogna costantemente di essere inseguita probabilmente vive in uno stato di ansia cronica durante il giorno. È sempre tesa, sempre in attesa che qualcosa vada storto, incapace di rilassarsi davvero. Chi sogna case distorte potrebbe avere difficoltà a sentirsi veramente “a casa” nelle relazioni o negli ambienti, con una sensazione costante di non appartenenza o di precarietà emotiva.

I sogni di caduta si manifestano spesso nella vita diurna come paura del successo, difficoltà a prendere decisioni importanti, o una sensazione perpetua di instabilità anche quando oggettivamente tutto va bene. E chi sogna ripetutamente abbandoni probabilmente sviluppa pattern relazionali complicati: ansia da separazione, difficoltà a fidarsi degli altri, o la tendenza a sabotare relazioni positive per paura di essere lasciati prima o poi.

Riconoscere i pattern è già metà del lavoro

C’è qualcosa di incredibilmente potente nel dare un nome e un senso a esperienze che per anni sono sembrate solo fonte di sofferenza incomprensibile. Molte persone che hanno vissuto traumi infantili crescono convinte che le loro difficoltà emotive siano semplicemente “carattere”, che sia “normale” essere sempre ansiosi, o che tutti vivano con quella sensazione costante di pericolo imminente.

Riconoscere invece che certi pattern, sia nei sogni che nella vita da svegli, sono risposte apprese a situazioni difficili del passato, apre improvvisamente la porta alla possibilità di cambiarli. Non sei “fatto così”. Sei stato condizionato da esperienze che un bambino non dovrebbe mai vivere, e il tuo cervello sta ancora operando con quelle vecchie regole di sopravvivenza.

Usare i sogni ricorrenti come una finestra sulla propria vita emotiva interiore può diventare uno strumento potentissimo. Non si tratta di interpretare i sogni in modo mistico, ma di usarli come indicatori di quali ferite potrebbero ancora aver bisogno di attenzione e cura. Se ti riconosci in questi pattern onirici, soprattutto se accompagnati da difficoltà concrete nella vita quotidiana, ansia che non ti molla mai, problemi nelle relazioni, sensazione costante di essere in allerta, o difficoltà a rilassarti e fidarti degli altri, potrebbe essere davvero utile parlarne con un professionista della salute mentale.

E qui arrivano le buone notizie: esistono approcci terapeutici specifici che hanno dimostrato un’efficacia reale nel trattamento dei traumi infantili e dei sintomi correlati, inclusi gli incubi ricorrenti. La terapia EMDR, sigla che sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing, e la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma sono due approcci che hanno alle spalle decenni di ricerca e risultati concreti. Alcuni terapeuti utilizzano anche tecniche specifiche per lavorare direttamente sui sogni ricorrenti, come l’Image Rehearsal Therapy, che ti aiuta letteralmente a “riscrivere” mentalmente i tuoi incubi mentre sei sveglio, creando finali alternativi che il cervello può gradualmente integrare.

Ecco la cosa più bella, e forse controintuitiva, di tutta questa storia: i tuoi sogni ricorrenti, per quanto disturbanti e spaventosi possano essere, sono in realtà tentativi del cervello di prendersi cura di te. Stanno cercando di processare quello che non hai potuto elaborare quando eri bambino, di trovare quella risoluzione e quella sicurezza che ti sono mancate in momenti cruciali della tua crescita. Non sono una punizione o un difetto. Sono messaggi persistenti da una parte di te che ha bisogno di essere ascoltata, compresa e, alla fine, integrata nel resto della tua esperienza di vita.

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