Eiichiro Oda non sta solo raccontando la storia di un ragazzo con un cappello di paglia che vuole diventare Re dei Pirati. Da quando One Piece è apparso su Weekly Shonen Jump nel 1997, l’autore ha costruito qualcosa di molto più profondo: un’opera stratificata, con radici politiche dichiarate e un messaggio che attraversa ogni saga senza mai perdere coerenza. Non è un caso che nello studio di Oda campeggi una bandiera del Che Guevara. Un dettaglio che, una volta scoperto, ti fa rileggere l’intera serie con occhi completamente diversi.
One Piece e la critica al potere corrotto: il filo rosso di ogni saga
Chiunque abbia seguito anche solo qualche arco narrativo sa che il tema ricorrente è sempre lo stesso: un gruppo di persone che si unisce per sfidare il potere costituito. Governo corrotto, dittatore locale, sistema marcio fino al midollo — i protagonisti si trovano sempre dall’altra parte della barricata. Non è una scelta narrativa di comodo. È un messaggio preciso, ripetuto e voluto: quando un governo non serve gli interessi del popolo, va cambiato. Oda lo dice, lo ridice e lo grida attraverso ogni singolo capitolo della serie.
Crocodile, Doflamingo e Orochi: i villain di One Piece come metafore della dittatura
One Piece non usa metafore velate quando si tratta di critica politica. Personaggi come Crocodile e Doflamingo non sono semplici antagonisti dell’arco narrativo: sono rappresentazioni precise di figure dittatoriali che sfruttano le popolazioni, controllano i mercati e usano il potere per arricchirsi sulla pelle degli ultimi. Lo stesso vale per Orochi e la terra di Wano, devastata da fabbriche industriali che inquinano l’ambiente e schiacciano la comunità locale. Un parallelismo con la critica all’industrializzazione selvaggia che difficilmente potrebbe essere più esplicito.
Franky e la cola: la critica al consumismo nascosta in una scena comica
Uno degli esempi più geniali e sottovalutati dell’ideologia presente in One Piece riguarda Franky, il cyborg della ciurma dei Cappelli di Paglia. Franky funziona grazie alla cola: non all’acqua, non al succo di frutta, non a qualcosa di naturale. Quando viene scoperto questo meccanismo, Oda mostra una scena in cui dal frigorifero vengono lanciate bevande sane che però non producono alcun effetto. Solo la cola, simbolo per eccellenza del consumismo e del capitalismo globale, fa girare il suo motore. Il messaggio, nascosto in una scena apparentemente comica, è tutt’altro che leggero: la cola è roba da macchine, non da esseri umani.
Inclusività e rappresentazione queer in One Piece: rivoluzionari per l’epoca
La visione politica di Oda non si ferma alla critica al potere economico. One Piece abbraccia con forza temi come l’inclusività e i diritti umani, praticamente assenti nel panorama dei manga shonen degli anni ’90 e 2000. Personaggi come Mr. 2 Bon Clay e Ivankov rappresentano una delle prime forme di rappresentazione queer nel fumetto giapponese mainstream. Non sono macchiette usate per fare ridere: sono personaggi complessi, con una loro dignità narrativa, ancora oggi amati dai fan di tutto il mondo. Per il contesto e l’epoca in cui sono stati scritti, erano semplicemente rivoluzionari.
Ecco in sintesi i pilastri ideologici su cui Oda ha costruito l’intera opera:
- Critica alla dittatura — incarnata da villain come Crocodile, Doflamingo e Orochi
- Critica al capitalismo — simboleggiata dal meccanismo di Franky alimentato a cola
- Ecologismo — rappresentato dalla devastazione industriale di Wano
- Inclusività — con personaggi queer pienamente integrati nella narrativa
- Difesa degli ultimi — il cuore pulsante dell’intera saga dei Cappelli di Paglia
One Piece non è solo un manga per ragazzi: perché l’opera di Oda è ancora attuale
Se qualcuno ti dice che One Piece è roba da bambini, ora sai cosa rispondere. Quello che Oda ha costruito in oltre vent’anni di pubblicazione è un’opera politicamente consapevole, capace di parlare di potere, giustizia sociale e identità senza mai sembrare didascalica. Non serve essere esperti di teoria politica per coglierlo: basta guardare con attenzione. E se stavi ancora rimandando di recuperare la serie, adesso hai un motivo in più per farlo.
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