Sabrina Ferilli stasera in tv chiude la storia di Gloria: il finale che nessuno si aspetta è un capolavoro di umanità

In sintesi

  • 🎬 Gloria – Il Ritorno
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📝 Racconta il ritorno di Gloria Grandi, ex diva caduta in disgrazia, tra comicità e introspezione, chiudendo la storia della serie con un film TV che esplora espiazione, rapporti familiari e la ricerca di riscatto personale.

Sabrina Ferilli, Gloria – Il Ritorno, Rai 1, Giulio Manfredonia. Basterebbero questi tre nomi per accendere la serata televisiva di oggi, martedì 3 marzo 2026. E sì, perché la prima visione di Gloria – Il Ritorno è uno di quegli appuntamenti che profumano di grande evento Rai, di quelli capaci di far discutere, emozionare e riunire sul divano una platea trasversale. Una chiusura narrativa attesa due anni da chi ha amato la serie del 2024 e che ora trova il suo epilogo in un film TV che mescola commedia, amarezza e una sorprendente vena di introspezione.

Gloria – Il Ritorno e Sabrina Ferilli: perché è il titolo forte della serata

La storia riprende dal punto più basso della carriera – e della vita – di Gloria Grandi, un personaggio che Sabrina Ferilli ha modellato con il gusto delle grandi interpretazioni: politicamente scorretta, vanitosa, sfrontata, spesso insopportabile… ma tremendamente umana. Dopo la bugia colossale sulla malattia, architettata per tornare in cima ai trend, Gloria paga tutto con gli interessi: carcere, processo mediatico e familiare, un libro non autorizzato pronto a demolirla e un rientro al Tufello, quel quartiere romano che aveva rinnegato per costruirsi un’immagine da diva.

Il film diretto da Giulio Manfredonia, subentrato a Fausto Brizzi, abbandona in parte la satira feroce sullo showbiz della serie per avvicinarsi a un racconto più intimo. E funziona. Lo fa perché Ferilli sa tenere la camera anche nei momenti di disarmo totale; lo fa perché il cast attorno a lei – da Sergio Assisi a Emanuela Grimalda, passando per una sorprendente Claudia Gerini nei panni della “Bella del Tufello” – accompagna la protagonista in un percorso davvero credibile di ricostruzione personale.

Gloria e la chiusura della sua storia: cosa rende unico questo ritorno

Rispetto alla serie del 2024, questo film TV spinge forte sul simbolismo: il ritorno al Tufello come atto di espiazione, le sedute dallo psicologo (un impeccabile Pino Strabioli) come specchio emotivo, il rapporto con la figlia Emma come cuore del racconto. Manfredonia tiene insieme tutto con una regia misurata, meno caricaturale, più attenta ai non detti e alle crepe emotive.

E per gli appassionati di fiction italiane, “Gloria – Il Ritorno” rappresenta uno di quei rari casi in cui una storia pensata come serie trova una conclusione meditata, cucita su misura per il personaggio. Non a caso Sabrina Ferilli ha definito Gloria “il personaggio più moderno della mia carriera”, un ruolo lontano dall’eroina perfetta e più vicino a quei tipi borderline che raramente vengono affidati a figure femminili nella nostra TV generalista.

  • La riscoperta delle origini popolari come chiave narrativa e culturale.
  • L’uso della comicità come lente per raccontare il giudizio sociale e mediatico.

Alla fine, questo film è anche un commento nerissimo sulla nostra epoca: un like vale più di una relazione, una bugia ben costruita può sembrare vera se presentata col giusto filtro, il pubblico ama e odia con la stessa velocità con cui scrolla sul telefono. Gloria ne diventa la metafora perfetta, una sorta di “specchio distorto” del modo in cui trattiamo le celebrità cadute in disgrazia.

Gloria – Il Ritorno: perché vale la serata su Rai 1

Tra la prima serata dei grandi show, i procedurali americani e le repliche rassicuranti, Rai 1 piazza un titolo che non sembra semplicemente un film, ma un capitolo finale di un fenomeno pop. La serie Gloria ha già lasciato un’eredità forte: un racconto femminile fuori dagli schemi, una Roma mai oleografica e uno sguardo pungente sul mondo dello spettacolo. Questo sequel chiude il cerchio con più maturità, meno cattiveria ma molta più verità.

C’è anche un gusto un po’ nerd nel rivedere come Manfredonia riequilibra i registri: chi ha apprezzato la sua mano in film come “Si può fare” e “Qualunquemente” troverà qui la sua versione più delicata, quasi una commedia sociale lucida e affettuosa. E poi c’è Ferilli, che gioca in casa: la lavora, la smonta, la rende fragile, la rende vera.

Interpretazioni solide del cast storico. Un finale che chiude davvero le linee narrative lasciate aperte dalla serie, mantenendo coerenza e profondità senza tradire lo spirito originale della storia.

Stasera, insomma, “Gloria – Il Ritorno” non è solo la proposta più forte della TV generalista. È un pezzo di televisione italiana che saluta un personaggio già diventato iconico, con tutti i suoi difetti, le sue bugie e quella fame disperata di amore e applausi. Un addio onesto e pieno di umanità.

Cosa rende Gloria Grandi un personaggio così iconico?
La sua umanità imperfetta
La satira sullo showbiz
Il ritorno alle origini
La recitazione di Ferilli
Lo specchio della nostra epoca

Lascia un commento