Quando i nonni osservano i propri nipoti giovani adulti navigare senza una meta chiara nel mare della formazione, l’angoscia diventa palpabile. Non si tratta semplicemente di disappunto generazionale, ma di una preoccupazione autentica per il futuro di chi amano. Quella sensazione di impotenza di fronte a ragazzi che sembrano aver perso la bussola rispetto allo studio e alla costruzione professionale rappresenta una delle sfide relazionali più complesse dell’epoca contemporanea.
Il divario generazionale non è solo tecnologico
La distanza che separa i nonni dai nipoti ventenni va ben oltre la dimestichezza con smartphone e social media. Parliamo di due mondi del lavoro completamente diversi: i nonni hanno vissuto un’epoca in cui il percorso era lineare – diploma, laurea, posto fisso – mentre i giovani adulti di oggi affrontano un mercato frammentato, precario e in continua evoluzione. Secondo i dati Istat del 2023, in Italia circa il 23% dei giovani tra i 15 e i 29 anni rientra nella categoria NEET, ovvero non studia né lavora.
Questa differenza di contesto è fondamentale: ciò che i nonni percepiscono come mancanza di ambizione potrebbe invece essere disorientamento, ansia da prestazione o una forma di paralisi decisionale di fronte a troppe possibilità e poche certezze.
Oltre il giudizio: comprendere le radici della demotivazione
Prima di tentare qualsiasi strategia motivazionale, è essenziale che i nonni comprendano le cause profonde di questo atteggiamento. La demotivazione verso lo studio universitario raramente nasce dalla semplice pigrizia.
Le vere ragioni dietro l’apparente disinteresse
Il sovraccarico di aspettative è probabilmente uno dei fattori più pesanti: molti giovani adulti vivono una pressione tale da risultare paralizzante. La paura di deludere può trasformarsi paradossalmente in inazione completa. Poi c’è la crisi di significato: l’università viene percepita come un investimento economico ed emotivo enorme senza garanzie di ritorno, alimentando dubbi sulla sua utilità reale.
Non possiamo ignorare i modelli alternativi di successo che bombardano quotidianamente i giovani: influencer, imprenditori digitali e creator rappresentano percorsi che bypassano la formazione tradizionale, creando l’illusione di scorciatoie verso il successo. E infine, un aspetto spesso sottovalutato: le difficoltà psicologiche non diagnosticate come ansia, depressione o disturbi dell’attenzione possono manifestarsi proprio come scarso interesse per lo studio.
Il ruolo strategico dei nonni nella motivazione
I nonni possiedono un vantaggio relazionale unico rispetto ai genitori: non incarnano l’autorità diretta e possono permettersi una vicinanza emotiva meno conflittuale. Questa posizione privilegiata va sfruttata con intelligenza e delicatezza.
Conversazioni che aprono invece di chiudere
Abbandonare il registro del sermone è il primo passo. Frasi come “ai miei tempi” o “se non studi finirai male” producono l’effetto opposto, creando muri invece che ponti. La ricerca in psicologia della comunicazione dimostra che l’approccio basato sull’ascolto attivo genera maggiore apertura. L’osservazione e l’imitazione di atteggiamenti positivi negli adulti significativi influenzano il comportamento dei giovani, mentre la comunicazione basata su critiche o sermoni tende a produrre resistenza.
Invece di chiedere “cosa vuoi fare da grande?”, domanda che può suonare infantilizzante per un ventenne, provate con: “Cosa ti fa sentire vivo? Quali problemi del mondo ti appassionano?” Queste domande spostano il focus dalla performance al significato personale.

Strategie concrete per riaccendere la motivazione
Condividere fallimenti e percorsi tortuosi
I nonni spesso raccontano solo i successi della propria vita, costruendo narrative idealizzate che possono risultare schiaccianti. Condividere invece momenti di smarrimento, scelte sbagliate e ripensamenti umanizza il percorso e normalizza le difficoltà. Un nipote che scopre che anche il nonno ha cambiato direzione più volte si sentirà meno inadeguato e più libero di esplorare.
Proporre esperienze invece di lezioni
Anziché spingere direttamente verso l’università, i nonni possono facilitare esperienze che ampliino gli orizzonti: visitare insieme una fiera di settore, organizzare incontri con professionisti di vari ambiti, proporre volontariato in contesti stimolanti. L’esposizione diretta al mondo del lavoro reale può risvegliare interessi dormienti più di mille discorsi motivazionali.
Investire in micro-obiettivi
Un’intera laurea può sembrare una montagna invalicabile. Proporre invece traguardi intermedi e celebrarli crea momentum: completare un singolo corso online, ottenere una certificazione breve, partecipare a un workshop. Questi piccoli successi ricostruiscono l’autoefficacia, elemento fondamentale della motivazione secondo la teoria di Bandura.
Quando la preoccupazione diventa risorsa
La preoccupazione dei nonni non va repressa ma canalizzata costruttivamente. Può trasformarsi in supporto pratico concreto: aiutare con le spese per un corso professionale specifico che interessa davvero al nipote, mettere a disposizione tempo per accompagnarlo a eventi formativi, creare uno spazio fisico dedicato allo studio in casa propria.
Ricerche nel campo della psicologia dello sviluppo hanno dimostrato che le interazioni significative con figure adulte di riferimento svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo motivazionale e nella continuità scolastica. Il supporto relazionale intergenerazionale rappresenta infatti un fattore protettivo nel prevenire il disimpegno nei giovani adulti.
Rispettare i tempi individuali
Non tutti fioriscono allo stesso ritmo. Alcuni giovani hanno bisogno di anni sabatici, esperienze all’estero o lavori apparentemente “insignificanti” per maturare la consapevolezza di cosa vogliono davvero. La pressione costante può diventare tossica, mentre il sostegno paziente crea terreno fertile per scelte più consapevoli.
I nonni che accettano percorsi non lineari dimostrano una fiducia profonda che, paradossalmente, alimenta nel nipote il desiderio di dimostrare che quella fiducia è meritata. Il vostro ruolo più importante potrebbe essere semplicemente quello di rimanere presenti, disponibili e fiduciosi anche quando il percorso sembra nebuloso. A volte il miglior investimento nel futuro di un nipote è credere in lui quando ancora non riesce a credere in se stesso.
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